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Il risultato è una moto nettamente migliorata, anche se ancora inferiore
alla Honda, che Valentino riesce però a portare alla vittoria nel
motomondiale 2004, a dodici anni di distanza dall'ultimo titolo di un
pilota Yamaha, l'americano Wayne Rainey.
La stagione 2005 inizia alla grande: gli avversari si susseguono,
Valentino lotta ad ogni gara e gli importa solo di vincere. A metà
campionato è primo in classifica e ha già fatto il vuoto dietro di sè.
Valentino sembra dover superare solo se stesso e le leggende che lo
hanno preceduto: prima della pausa estiva, a fine luglio, la vittoria
del GP di Germania è la numero 76. Valentino Rossi eguaglia così il
record di Mike Hailwood (scomparso nel 1981, quando Valentino aveva solo
due anni). Con ironia e grande rispetto del passato Valentino sale sul
podio con una bandiera che riporta il messaggio "Hailwood: 76 - Rossi:
76 - I'm sorry Mike".
La vittoria di Sepang (Malaysia) è la numero 78 e incorona Valentino con il
settimo titolo mondiale.
Il 2 agosto dello stesso anno, Rossi firma un rinnovo annuale con la
Yamaha anche per la stagione 2006, rifiutando una lauta offerta della
Ducati e una potenziale ipotesi di esordire in Formula 1 con la Scuderia
Ferrari.
La stagione 2006 è stata probabilmente la prima in cui il pilota
pesarese è sembrato in seria difficoltà, forse questa difficoltà è
dovuta dal fatto che col cambio di regolamento per quanto riguarda le
gommature, la Michelin non ha potuto più mettere a disposizione le gomme
jolly: ad un generale calo di prestazioni (chiuderà la stagione con 5
vittorie, 6 in meno dell'anno precedente) e due cadute (Assen e
Valencia) si sommeranno anche episodi di sfortuna, come due rotture del
motore (Le Mans e Laguna Seca). Nonostante la stagione non avesse un
vero leader di classifica, Valentino a 5 gare dal termine si trova a ben
51 punti di distanza dalla testa. A questo punto ha avuto inizio la sua
rimonta: grazie ad una vittoria e tre podi, e favorito anche da un calo
di prestazioni del suo diretto rivale Nicky Hayden (da ricordare la
caduta di Pedrosa all'Estoril che lo ha trascinato fuori pista), il
pesarese riesce addirittura a ribaltare la situazione. |